Novità

In materia di responsabilità da sinistro stradale

recupero canoni di locazione, divisione ereditaria

Responsabilità per omessa custodia di animale


Se un cane cagiona un sinistro stradale, dei danni subiti dal proprietario dell'autoveicolo risponde sia il proprietario dell'animale (identificato a mezzo microchip), sia il gestore dell'infrastruttura stradale, fatta salva la prova del caso fortuito, idonea ad escludere l'addebito di responsabilità (Giudice di Pace di Rovigo sentenza N. 100/016);

Risarcimento del danno lesione della felicità o da perdita del tempo libero: negazione
La Suprema Corte di Cassazione ha negato la risarcibilità del danno da lesione della felicità o da perdita del tempo libero considerando che il danno in senso giuridico consiste nella perdita derivante dalla lesione d'una situazione giuridica soggettiva presa in considerazione dall'ordinamento, alla quale una o più norme apprestino una qualsiasi forma di tutela. Pertanto alla stregua dei suddetti principi è stato escluso il risarcimento al convivente della madre, la cui figlia è vittima di incidente stradale, in assenza di una famiglia di fatto (Cass., N.8037/016);


Trasporto di passeggero di automezzo non omologato
La Cassazione ha negato il risarcimento integrale per la persona trasportata su un motorino non omologato al trasporto passeggeri, caduta a seguito dell'apertura dello sportello di un autoveicolo parcheggiato, poichè nella fattispecie concorre la responsabilità del danneggiato stante l'idoneità al trasporto di terze persone (Cass., N.8049/016).


Divieto di cumulo in materia di risarcimento in caso di percezione di indennità di accompagnamento
Nell'ambito della qualificazione del danno a seguito di sinistro stradale, come ha chiarito la Suprema Corte di Cassazione con la sentenza N.7774/2016, la compagnia assicuratrice del danneggiante è legittimata a decurtare l'entità del risarcimento del danno patrimoniale per spese di assistenza domiciliare se la vittima del sinistro beneficia dell'indennità di accompagnamento o di indennità con analoga finalità.

In tema di diritto di famiglia

Assegnazione casa coniugale ed iscrizione di ipoteca
La Cassazione nella pronuncia N.7776 del 20 aprile 2016 ha stabilito che se l'assegnazione della casa coniugale è successiva all'iscrizione su di essa di un'ipoteca, l'immobile può essere pignorato. Anche se il provvedimento di assegnazione è trascritto prima del pignoramento;

 

Mantenimento del figlio che abbia completato gli studi professionali
L'onere di mantenimento del genitore verso i figli non viene meno qualora gli stessi siano divenuti maggiorenni, ma soltanto nel caso di autosufficienza economica. Il principio ha trovato un'attenuazione nell'ambito di un recente orientamento della giurisprudenza laddove è stato chiarito che deve essere ridotto l'assegno di mantenimento se il figlio, divenuto maggiorenne, ha completato un percorso formativo in una scuola professionale ed è dunque idoneo a svolgere un'attività lavorativa (Cass., N.7168/2016);

 

Assegno di mantenimento a vantaggio della moglie lavoratrice
La giurisprudenza della Suprema Corte ha confermato che nel caso di divorzio il marito è tenuto a corrispondere alla ex moglie l'assegno di mantenimento anche qualora quest'ultima abbia reperito un impiego che per la bassa retribuzione percepita non le consenta di mantenere il tenore di vita goduto in costanza di matrimonio (Ordinanza N.6433/2016), con ciò percependo un orientamento diverso da quello accolto da molti Tribunali che tendono ad escludere il suddetto obbligo nel caso in cui la moglie percepisca una retribuzione;

 

 

In tema di diritto del lavoro


Licenziamento del lavoratore per giusta causa o giustificato motivo
Al fine della dichiarazione della legittimità del licenziamento per giusta causa o giustificato motivo il Giudice deve provvedere alla valutazione della proporzionalità tra illecito disciplinare contestato e sanzione irrogata dal datore di lavoro; per cui si ritiene adeguata l'irrogazione del licenziamento qualora detta indagine superi la regola generale della "non scarsa importanza" posta dall'art. 1455 c.c.(Cass., N.8236/2016);

 

Licenziamento in forma orale
Al licenziamento in forma orale non si applica il termine di decadenza di sessanta giorni per l'impugnativa previsto dall'articolo 6 della legge n. 604 del 1966; il lavoratore potrà sempre agire in giudizio per far dichiarare l'inefficacia del licenziamento (Cass.,N. 22825/2015).

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