Novità


recupero canoni di locazione, divisione ereditaria

In tema di responsabilità medica 


La Corte di Cassazione con una recente pronuncia ha stabilito che in tema di responsabilità contrattuale della struttura sanitaria e di responsabilità professionale del medico, il paziente danneggiato, deve provare l’esistenza del contratto o il contatto sociale e l'insorgenza o l'aggravamento della patologia ed allegare l'inadempimento del debitore, astrattamente idoneo a provocare il danno lamentato, rimanendo invece a carico della struttura sanitaria o del medico la prova che tale inadempimento non vi è stato, ovvero che, pur esistendo, non vi è nesso di causalità (Cass., 13 Ottobre 2017, n. 24073). 


In tema di responsabilità da incidente stradale 


La mancanza dell'accertamento della dinamica dell’incidente da parte dell’autorità di polizia ovvero la presentazione di una denuncia/querela incompleta (in quanto priva dell’indicazione dei testimoni) da parte del danneggiato da sinistro non implicano automaticamente il mancato assolvimento dell’onere probatorio da parte della vittima, ma costituiscono certamente elementi che il giudice prende in considerazione quali indizi, nell’ambito della più ampia valutazione di tutte le acquisizioni istruttorie. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con una recente pronuncia che ha nuovamente recepito l’orientamento costante già espresso sulla tematica dalla giurisprudenza (Cass., 15 Settembre 2017, n. 21373).


In tema di assegno di divorzio 


La sezione prima della Corte di Cassazione con sentenza N. 11504/017 è intervenuta innovando la tematica del diritto all’assegno del coniuge divorziato. La Corte ha infatti dichiarato che al fine della decisione sul diritto all’assegno divorzile nessun rilievo può più essere attribuito al criterio del tenore di vita goduto in costanza di matrimonio, ma al criterio dell’indipendenza economica del richiedente, nel senso che l’attribuzione dell’assegno di mantenimento debba essere supportata alla sussistenza del solo presupposto della mancanza in capo al richiedente di mezzi adeguati per il proprio sostentamento. 


In tema di mantenimento del figlio maggiorenne 


Con il raggiungimento della maggiore età non cessa l’obbligo dei genitori di provvedere al mantenimento del figlio, essendo questo contributo dovuto sino al raggiungimento da parte di quest’ultimo di un’autosufficienza economica. La giurisprudenza ha specificato tale criterio stabilendo che non qualsiasi impiego o reddito fa venir meno quest’obbligo, essendo sufficiente un reddito od un patrimonio tali da garantire un’indipendenza economica. Tuttavia si precisa che l’impiego del figlio dovrà essere tale da consentirgli di ottenere un reddito corrispondente alla sua professionalità e che il suo collocamento nel mondo del lavoro debba rispondere alle proprie attitudini ed aspirazioni (Cass., N. 1773/2012). 


In tema di licenziamento in periodo di malattia 


Non è sempre legittimo il licenziamento per svolgimento di altra attività lavorativa durante il periodo di malattia. La Corte di Cassazione infatti precisa che l’espletamento di altra attività può giustificare il licenziamento solo se la circostanza faccia presumere l’inesistenza della malattia o quando pregiudichi o ritardi la guarigione ed il rientro del lavoratore in servizio (Cass., N. 21667/2017). 


In tema di mobbing del lavoratore 


Il Tribunale di Milano con sentenza del 03/05/2016 N. 1329 si esprime sull’argomento dichiarando che: “Nell’ambito del rapporto di lavoro subordinato, il mobbing si sostanzia in una condotta sistematica e protratta nel tempo, che concretizza, per le sue caratteristiche vessatorie, una lesione dell’integrità fisica e della personalità morale del prestatore di lavoro, garantita dall’art. 2087 CC. Trattasi di un comportamento illecito che costituisce una violazione dell’obbligo di sicurezza gravante sul datore di lavoro e che può realizzarsi con comportamenti materiali o provvedimenti del datore di lavoro indipendentemente dall’inadempimento di specifici obblighi contrattuali previsti dalla disciplina del rapporto di lavoro subordinato”.


In materia di divisione ereditaria 


La cassazione con un interessante pronuncia ha dichiarato che in tema di divisione ereditaria la determinazione del conguaglio in denaro, ai sensi dell'articolo 728 cod. civ., a carico di colui cui viene attribuita la porzione in natura di maggior valore ed a favore del condividente al quale è attribuita la porzione di minor valore, prescinde dalle singole domande delle parti. Infatti, essa attiene alle concrete modalità di attuazione del progetto divisionale devolute alla competenza del giudice e la sentenza di scioglimento della comunione persegue il mero effetto di perequare il valore delle rispettive quote (Cassazione, sentenza 26 marzo 2008, n. 7833, sez. II civile).


Sulla rinuncia all’eredità 


La rinuncia all’eredità è l’atto con il quale l’erede evita l’ingresso nel proprio patrimonio dei diritti e degli obblighi derivanti dall’eredità. La rinuncia è un atto formale che consta di una dichiarazione ricevuta dal Notaio o dal Tribunale del circondario ove si è aperta la successione. Secondo la Cassazione è nulla la rinuncia all’eredità senza l’osservanza delle predette formalità (Cass., 20 Febbraio 2013, N. 4274). 


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